Durante la discussione, per velocizzare ho dovuto saltare alcune slide, ma qui posso permettermi di riportare l’intera presentazione del mio lavoro di ricerca.
Ps: Per chi fosse curioso, è online sulla mia pagina di FB il videocon la discussione e la proclamazione.
Discuto la tesi alle 16:30 al Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione in via Salaria, 113.
E’ tutto pronto: le brochure per i membri della commissione, le slide di presentazione e ovviamente un bel discorso per spiegare e raccontare il mio lavoro di tesi.
Non resta che fare un respiro profondo ed incrociare le dita affinchè vada tutto per il meglio!
Alcuni dicono che nella vita, così come in qualsiasi professione, nulla è veramente indispensabile. Ma ciò vale sempre e comunque? Mi chiedo se in quest’era caratterizzata da un aumentato flusso informativo, si riesca ugualmente a tenersi aggiornati senza l’uso e la considerazione di “alcuni elementi chiave“? Domanda che mi scaturisce spontanea analizzando alcuni risultati del questionario sottoposto agli studenti.
Per quanto riguarda, ad esempio, l’apprendimento di notizie e quindi in qualche modo, i mezzi tramite cui tenersi aggiornati: radio e stampa hanno avuto percentuali davvero misere, la tv ha guadagnato un 30% ed il primato indiscusso è spettato ad Internet con una percentuale superiore al 48% (considerando che non sono pochi quelli che hanno indicato due opzioni).
Mi permetto però di dubitare della sincerità di queste risposte dato che la domanda successiva del questionario smentisce e contraddice questi risultati. Se il media maggiormente considerato per apprendere notizie è Internet, la logica conseguenza doveva essere che tutti, o almeno molti, utilizzassero un feed reader per ricevere gli aggiornamenti dai vari siti o blog.
Invece così non è!
Altro elemento che dovrebbe contraddistinguere chi si occupa di comunicazione in quest’era incentrata sulle relazioni, è la partecipazione ad incontri di socializzazione e knowledge sharing. Come possono questi studenti diventare degli efficienti comunicatori, se la maggior parte di loro non sa neanche che cos’è un BarCamp?
Una volta delineato il profilo ideale, ho pensato che potesse essere molto interessante fare un’analisi sulle competenze di chi studia Comunicazione d’Impresa e procedere poi con un confronto.
Ho portato a termine ciò che mi ero prefissata e per sintetizzare il risultato finale ho realizzato questo Radar delle Competenze per rappresentare graficamente il confronto tra profilo attuale e profilo atteso.
Il radar delle competenze
Nelle punte dell’esagono sono posizionati i diversi tipi di competenze ed è evidente qual è il gap da colmare, evidenziato meglio e nel dettaglio dalla seguente tabella:
Dopo interviste, analisi, ricerche varie sono giunta ad un decalogo del comunicatore 2.0, una sorta di vademecum utile per quei comunicatori che intendono aggiornare ed indirizzare meglio il loro lavoro, ma anche per quei giovani che iniziano ad approcciarsi a questa professione.
Il Comunicatore 2.0 deve:
1. Vivere la rete in prima persona
2. Conoscere le dinamiche dei media sociali
3. Dotarsi di strumenti che siano in grado di intervenire in maniera diretta e non mediata
4. Sviluppare notevoli capacità relazionali per muoversi
con dimestichezza nella fitta rete di relazioni online e offline
5. Immergersi nelle conversazioni (perchè i mercati sono conversazioni) e saperle gestire in modo interessante grazie all’ascolto attivo
6. Comunicare in modo onesto e trasparente, avendo il coraggio di osare
e sperimentare, anche davanti ad ostacoli e diffidenze
7. Gestire l’aumentato flusso informativo con prontezza e tempestività,
affrontando anche critiche ed accuse
8. Imparare a lavorare con tempi e spazi dilatati
9. Tenersi perennemente aggiornato, grazie alla multicanalità
10. Avere una grande passione per questo lavoro.
Non so se questi erano i punti che immaginavate, ma sono sicuramente quelli che meglio racchiudono e descrivono tutte le competenze emerse dal mio profilo ideale.
Ovviamente sono ben accette critiche e suggerimenti. Che ne dite di aiutarmi a migliorare e (perchè no?) prolungare l’elenco?!
Il sistema delle imprese italiano, a differenza di quanto accade negli altri paesi, spesso non ha una cultura ed un vissuto nel settore della comunicazione. Questo spiega anche la differenze nelle retribuzioni dei professionisti: in Italia sono più basse che all’estero e spesso la funzione “comunicazione” è all’interno della Direzione Marketing, quando la sua collocazione ideale dovrebbe essere in staff ai vertici aziendali.
Per identificare la professione si utilizzano diverse dizioni: Communication Manager, PR Manager, Marcom Manager, ma aldilà delle etichette, il vero valore aggiunto che il comunicatore d’impresa può offrire all’azienda dipende dalla sua professionalità, dal suo patrimonio di conoscenze e soprattutto dalla sua personalità.
Oggi vi sono alcuni aspetti particolarmente importanti ed innovativi che stanno sempre più assumendo autorità sia nelle aziende che nella vita sociale. Ignorarli o non conoscerli potrebbe non essere un comportamento intelligente, soprattutto se si utilizza il web come strumento di lavoro.
Insomma, quella del Comunicatore deve essere assolutamente una professione da valorizzare e ancor di più con questo nuovo modo di intendere il web e quindi tutte le forme di interazione.
Ancora non mi sembra vero: ho finito tutti gli esami e completato definitivamente la tesi…manca davvero poco ormai!
Comunque ora che sono in attesa del grande giorno della discussione, avrò più tempo per aggiornarvi sulle mie ricerche e raccontarvi finalmente cosa ho scoperto sul profilo del comunicatore 2.0.
Per iniziare penso che possa stuzzicare il vostro interesse una serie di aggettivi (quelli emersi dalle risposte a queste domande) che meglio descrivono la personalità di un attuale professionista della comunicazione.
Ovviamente sarebbe stato troppo banale elencarli semplicemente, così in perfetto stile web 2.0 ho realizzato questa apposita tag cloud (non male, no?):
Che ne pensate? Io li condivido e li trovi tutti aggettivi azzeccatissimi per un moderno comunicatore, forse ne avrei aggiunto qualcuno in più!