Alcuni dicono che nella vita, così come in qualsiasi professione, nulla è veramente indispensabile. Ma ciò vale sempre e comunque? Mi chiedo se in quest’era caratterizzata da un aumentato flusso informativo, si riesca ugualmente a tenersi aggiornati senza l’uso e la considerazione di “alcuni elementi chiave“? Domanda che mi scaturisce spontanea analizzando alcuni risultati del questionario sottoposto agli studenti.
Per quanto riguarda, ad esempio, l’apprendimento di notizie e quindi in qualche modo, i mezzi tramite cui tenersi aggiornati: radio e stampa hanno avuto percentuali davvero misere, la tv ha guadagnato un 30% ed il primato indiscusso è spettato ad Internet con una percentuale superiore al 48% (considerando che non sono pochi quelli che hanno indicato due opzioni).
Mi permetto però di dubitare della sincerità di queste risposte dato che la domanda successiva del questionario smentisce e contraddice questi risultati. Se il media maggiormente considerato per apprendere notizie è Internet, la logica conseguenza doveva essere che tutti, o almeno molti, utilizzassero un feed reader per ricevere gli aggiornamenti dai vari siti o blog.
Invece così non è!

Altro elemento che dovrebbe contraddistinguere chi si occupa di comunicazione in quest’era incentrata sulle relazioni, è la partecipazione ad incontri di socializzazione e knowledge sharing. Come possono questi studenti diventare degli efficienti comunicatori, se la maggior parte di loro non sa neanche che cos’è un BarCamp?
