Durante la discussione, per velocizzare ho dovuto saltare alcune slide, ma qui posso permettermi di riportare l’intera presentazione del mio lavoro di ricerca.
Ps: Per chi fosse curioso, è online sulla mia pagina di FB il videocon la discussione e la proclamazione.
Una volta delineato il profilo ideale, ho pensato che potesse essere molto interessante fare un’analisi sulle competenze di chi studia Comunicazione d’Impresa e procedere poi con un confronto.
Ho portato a termine ciò che mi ero prefissata e per sintetizzare il risultato finale ho realizzato questo Radar delle Competenze per rappresentare graficamente il confronto tra profilo attuale e profilo atteso.
Il radar delle competenze
Nelle punte dell’esagono sono posizionati i diversi tipi di competenze ed è evidente qual è il gap da colmare, evidenziato meglio e nel dettaglio dalla seguente tabella:
Dopo interviste, analisi, ricerche varie sono giunta ad un decalogo del comunicatore 2.0, una sorta di vademecum utile per quei comunicatori che intendono aggiornare ed indirizzare meglio il loro lavoro, ma anche per quei giovani che iniziano ad approcciarsi a questa professione.
Il Comunicatore 2.0 deve:
1. Vivere la rete in prima persona
2. Conoscere le dinamiche dei media sociali
3. Dotarsi di strumenti che siano in grado di intervenire in maniera diretta e non mediata
4. Sviluppare notevoli capacità relazionali per muoversi
con dimestichezza nella fitta rete di relazioni online e offline
5. Immergersi nelle conversazioni (perchè i mercati sono conversazioni) e saperle gestire in modo interessante grazie all’ascolto attivo
6. Comunicare in modo onesto e trasparente, avendo il coraggio di osare
e sperimentare, anche davanti ad ostacoli e diffidenze
7. Gestire l’aumentato flusso informativo con prontezza e tempestività,
affrontando anche critiche ed accuse
8. Imparare a lavorare con tempi e spazi dilatati
9. Tenersi perennemente aggiornato, grazie alla multicanalità
10. Avere una grande passione per questo lavoro.
Non so se questi erano i punti che immaginavate, ma sono sicuramente quelli che meglio racchiudono e descrivono tutte le competenze emerse dal mio profilo ideale.
Ovviamente sono ben accette critiche e suggerimenti. Che ne dite di aiutarmi a migliorare e (perchè no?) prolungare l’elenco?!
Non immaginavo fosse così impegnativo scrivere questa tesi, ma per fortuna sono quasi giunta alla fine!
Avrei voluto tenervi più aggiornati sugli sviluppi del mio lavoro, ma per evitare distrazioni ho preferito concentrarmi sulla raccolta del materiale ed ora sulla scrittura dei capitoli. Però, vi assicuro che conoscerete presto i risultati della mia ricerca…diciamo che una volta consegnato il cd della tesi, ho più tempo per raccontarvi le cose interessanti che sono emerse dalle interviste e dai questionari.
L’indice non è ancora nella versione completa perchè ci sono delle cosette da aggiustare, qualche concetto da rivedere e soprattutto il quarto capitolo da completare, ma sono abbastanza soddisfatta di come il tutto stia procedendo.
Ho avuto parecchie difficoltà nella stesura del terzo capitolo, quello più importante dedicato proprio alla figura del comunicatore 2.0. All’inizio non riuscivo ad individuare il modello delle competenze più adeguato per descrivere ed analizzare le competenze necessarie oggi, poi tentativo dopo tentativo ho scelto l’iceberg di Spencer&Spencer.
Sono una “capa tosta”, prima di procedere in qualsiasi direzione ho bisogno di capire, di approfondire, di sbatterci la testa appunto. Forse qualcuno potrebbe considerarlo un atteggiamento non proprio veloce e vincente, ma conoscendomi meglio potrebbe anche cambiare idea! Non è detto che insistere sia una perdita di tempo, anzi…i lavori migliori sono quelli che richiedono tempo, impegno e dedizione…le cose superficiali o approssimative non fanno per me! Dovrei imparare, però, a contenere la mia tendenza ad essere enciclopedica come mi ripete sempre il mio relatore.
A proposito, credo proprio di doverlo ringraziare perchè il suo terribile metodo del bastone e la carota comincia ad avere i suoi frutti, nonostante fossi scettica. Sono uscita da ogni incontro con lui praticamente distrutta (altro che seduta psicanalitica!), però tutto ciò mi ha sempre spronato a fare meglio e di più, non male no? Devo a lui molte delle mie decisioni, degli ostacoli superati brillantemente, delle scelte fatte con criterio come ad esempio questa dell’iceberg: come vi ho detto, dovevo individuare un modello che potesse andar bene per descrivere solo determinate competenze e non so dirvi quante volte, per farmi riflettere, mi avrà ripetuto il discorsetto della parentesi, chiedendomi: “La tua tesi è sul profilo del comunicatore 2.0 o sul profilo del comunicatore (versione 2.0)?“
Sottile differenza che ha rischiato per un attimo di farmi crollare e mandare tutto all’aria, ma per fortuna sono ancora quì…ormai a pochi passi dalla laurea!
Ps: Qualcuno vuole provare ad indovinare quali sono le competenze del comunicatore 2.0? Ovviamente a breve avrete anche le risposte!
Durante una delle interviste che in questo periodo sto facendo ai responsabili della comunicazione di alcune note aziende italiane, si è parlato di onde cerebrali.
Purtroppo nessuno dei presenti ricordava la fonte da cui aveva letto la notizia, ma sembrerebbe che fondamentalmente in azienda siano premiate maggiomente le onde Beta, quelle cioè relative all’assertività, alle relazioni, all’intraprendenza e che invece vengono raramente premiate le onde Alfa, quelle proprie della fase della ricezione e rielaborazione.
Ora, non so quanto tutto ciò sia vero o se anche qualcuno di voi abbia letto qualcosa in merito a questa informazione, però mi sembra un concetto positivo e molto legato alle competenze attuali di un comunicatore.
Insomma, in un mondo che va così veloce non c’è tempo per riflettere a fondo…si deve essere in grado di reagire adeguatamente e con prontezza ad ogni tipo situazione.