Il Comunicatore 2.0

Il profilo del Comunicatore nell’era dei social media

Senza si può?

Posted by Stakastagista su luglio 9, 2009

Alcuni dicono che nella vita, così come in qualsiasi professione, nulla è veramente indispensabile. Ma ciò vale sempre e comunque? Mi chiedo se in quest’era caratterizzata da un aumentato flusso informativo, si riesca ugualmente a tenersi aggiornati senza l’uso e la considerazione di “alcuni elementi chiave“? Domanda che mi scaturisce spontanea analizzando alcuni risultati del questionario sottoposto agli studenti.

Per quanto riguarda, ad esempio, l’apprendimento di notizie e quindi in qualche modo, i mezzi tramite cui tenersi aggiornati: radio e stampa hanno avuto percentuali davvero misere, la tv ha guadagnato un 30% ed il primato indiscusso è spettato ad Internet con una percentuale superiore al 48% (considerando che non sono pochi quelli che hanno indicato due opzioni).

Mi permetto però di dubitare della sincerità di queste risposte dato che la domanda successiva del questionario smentisce e contraddice questi risultati. Se il media maggiormente considerato per apprendere notizie è Internet, la logica conseguenza doveva essere che tutti, o almeno molti, utilizzassero un feed reader per ricevere gli aggiornamenti dai vari siti o blog.
Invece così non è!

FeedReader

Altro elemento che dovrebbe contraddistinguere chi si occupa di comunicazione in quest’era incentrata sulle relazioni, è la partecipazione ad incontri di socializzazione e knowledge sharing. Come possono questi studenti diventare degli efficienti comunicatori, se la maggior parte di loro non sa neanche che cos’è un BarCamp?

Barcamp

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5 Risposte to “Senza si può?”

  1. Marco said

    Roby,
    i risultati a cui sei giunta non mi stupiscono affatto.
    Io credo di appartenere alla tipologia da te studiata e mi rispecchio con qualche piccola eccezione.
    Ciò che mi preme dirti è di non dare per scontato che gli altri tuoi colleghi conoscano ciò che tu conosci e che si comportano come tu pensi e soprattutto come tu ti comporti.
    Inoltre non vedo perché avrebbero dovuto rispondere in maniera non sincera.
    Non lo capisco. Non c’è motivo.
    Tu scrivi questo perché poi aggiungi:

    “il media maggiormente considerato per apprendere notizie è Internet, la logica conseguenza doveva essere che tutti, o almeno molti, utilizzassero un feed reader per ricevere gli aggiornamenti dai vari siti o blog.”

    Ecco. Io non sono d’accordo. Per me non è la logica conseguenza.
    È come se dici che per aggiornarsi uno deve per forza utilizzare un dato strumento altrimenti non si aggiorna o non si aggiorna nel miglior modo possibile.
    Ribadisco: non sono d’accordo.
    Io mi aggiorno esclusivamente online e sui giornali, (lascio stare per pura decenza la tv e la radio. L’aumento della tv come mezzo di acquisizione di informazione ti dovrebbe far riflettere sulla situazione culturale, tipicamente italiana, cancerogena sotto ogni punto di vista), ma non ho mai utilizzato un feed reader, solo perché li trovo estremamente scomodi e un po’ senz’anima.
    Ma se non ricordo male te ne ho già parlato a voce l’ultima volta che ci siamo incontrati.
    Stesso discordo per il BarCamp.
    Non dare per scontato che tutta la blogosfera conosca il Barcamp.
    Io stavo e sto benissimo senza il BarCamp.
    E la cosa divertente è che avevo un blog prima di conoscerlo e sapere che cosa è.
    Io l’ho conosciuto grazie ad Epif, ma se non c’è nessuno che te ne parla o se non ci sbatti contro, secondo me, non sai di cosa si parla. Ma vivi benissimo e continui a condividere in modo naturale.
    E per finire, credo che il BarCamp non sia l’unico modo per una buona “partecipazione ad incontri di socializzazione e knowledge sharing”.
    Spero di esserti stato utile,

    Un baciotto,

    Marco

  2. @Marco: Il tuo commento è assolutamente molto utile e davvero interessante. E la cosa più stimolante è che ho una risposta ad ogni tua affermazione! 😉
    Non ho dato per scontato che gli studenti dovessero conoscere ciò che IO conosco, infatti mi sono basata sul profilo ideale del comunicatore, quello delineato grazie alle interviste con i professionisti del settore.

    Inoltre, non ho mai detto che per lavorare sia fondamentale usare un feed reader o partecipare ad un BarCamp, ma diventano elementi imprenscindibili nel momento in cui si vuole diventare un comunicatore 2.0 ed è qui la differenza!

    Per quanto riguarda ciò che ho scritto, probabilmente non ho usato il termine giusto parlando di “risposte non sincere”. Intendevo dire che c’è un incoerenza di fondo. Ti spiego.
    Se risulta che il media più utilizzato per essere informati è Internet, come è possibile che sia così alta la percentuale degli studenti che non usano un feed reader? Non dirmi che ogni giorno visiti tutti i siti che ti interessano? E’ questa la logica conseguenza,(sorvola per un attimo sul fatto che tu non ti trovi bene ad usarlo) con un feed reader si può conoscere tanto in un attimo.

    Anche per i BarCamp ho una considerazione: sicuramente non sono l’unico modo per una buona “partecipazione ad incontri di socializzazione e knowledge sharing”, ma non credi sia un risultato negativo che l’82% non solo non ne abbia mai preso parte, ma neanche sa di cosa stiamo parlando?

    Insomma pensi davvero che si possa fare Comunicazione 2.0 escludendo questi due elementi?

  3. Arrivo fresco fresco dal Working capital camp di ieri.
    L’impressione è che ci poniamo un sacco di domande sul web 2.0 e sulla comunicazione nella nuova era ma forse non ci rendiamo conto di continuare a discutere tra di noi escludendo la gran parte della popolazione che (almeno in Italia) è ancora fuori da internet.
    Certo il tuo target dovrebbe essere su un piano diverso ma evidentemente non è così.

  4. In qualche modo è una questione di “eccellenza” delle proprie competenze.

    Si può pensare di tenersi aggiornati senza feed?
    Si può sostenere di essere bravi nel settore non provando una media di 10 (la butto lì…) nuovi servizi al mese?
    Si può dire di avere esperienza nella gestione delle discussioni online avendo partecipato solo sporadicamente alle stesse?

    mah, forse ci si può barcamenare fregandosene di queste cose (che ho messo qui improvvisando e senza un ordine particolare), d’altra parte a uno studente di comunicazione direi di fare propri questi strumenti il più presto possibile, il rischio è di uscire dall’università digital divisi e in netto ritardo rispetto alle persone che hanno familiarità con tutto l’ambaradan sui social media.

    Poi una discriminante importante è nei propri obiettivi.
    Se vuoi fare il giornalista puoi strafregartene se per te il giornalismo è la carta stampata tradizionalmente intesa, se ti interessa la pubblicità idem.. ma è tutta roba che si sta ridefinendo profondamente, puntare su ‘ste cose è un pessimo “investimento” a mio modo di vedere.

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